Vi presentiamo la brillante Francesca Mazzocchi, a Ravenna Future Lessons per parlare di innovazione sociale

Francesca Mazzocchi è la giovane e brillante responsabile dei settori dell’Artigianato Artistico e della Moda per CNA Toscana. Francesca si occupa di tecnologie e dell’imprenditoria giovanile e il 25 ottobre sarà con noi a Ravenna Future Lessons per discutere di innovazione sociale nell’ultimo panel della mattinata. Insieme a lei parteciperanno al confronto anche Francesco Bombardi, founder di Fab Lab Reggio Emilia, Linda Serra, founder della startup Work Wide Women e presidente Girls Geek Dinners Bologna, Matteo Bartolomeo, founder di Make a Cube e Avanzi Spa Milano.

Francesca è già molto conosciuta in rete: è stata researcher presso il MIT, esperta di fablab e nuove forme di lavoro collaborativo, lavora nel team CNA NeXT, è pioniera di Rena e autrice su Che Futuro!, uno dei blog più seguiti in Italia per chi si occupa di web e innovazione, potete trovarla su twitter digitando @framazzocchi. Ma se ancora non sapete molto di lei, in attesa di presentarvela di persona a Ravenna Future Lessons, le abbiamo fatto una breve intervista per farvela conoscere.

1) Ciao Francesca, ci racconti di cosa ti occupi nella vita e quali sono le tue passioni?
Lavoro per CNA Toscana da 8 anni e mi occupo dei settori della moda, dell’artigianato artistico, della comunicazione e ict e di imprenditoria giovanile. Mi occupo fondamentalmente di innovazione, di ibridare l’artigianato con le potenzialità offerte dal digitale, sia in termini di innovazione tecnologica, che di strumenti di comunicazione e promozione via web.

2) Come è cambiata la tua vita in meglio e in peggio con il digitale?
Il digitale, i social network e la sconfinata quantità di informazioni reperibili sul web sono per me una grande opportunità di conoscenza, di relazione e di comunicazione, che sfrutto a pieno nella mia vita professionale e personale.

3) Racconta in breve cosa significa per te innovazione sociale
Il mio guru per l’innovazione sociale è Alex Giordano. sono fortemente persuasa dall’interpretazione che ne danno Murray, Grice e Geoff nelle pagine del Libro Bianco sull’Innovazione sociale, che Alex ha abilmente tradotto ed interpretato. Si definisce la Social Innovation come un fenomeno che parte dal basso, dalla società moderna, virata dalla spinta dirompente delle nuove generazioni, fatte di giovani caparbi ed entusiasti, pronti a mettersi in gioco. Un fenomeno irruente e spontaneo che non impone soluzioni astratte ma nuove e concrete possibilità per il miglioramento degli obiettivi mondiali. Ho una visione molto umanistica dell’innovazione sociale, che parte dal basso, dalle persone e crea condizioni concrete per il miglioramento delle pratiche di vita delle stesse. Avviene attraverso forme di interazione sociale evoluta tra le persone, consentita attraverso l’uso massiccio del web e dei social network. E’ un mix sapiente tra vecchio e nuovo, con nuove forme di economia che sovvertono la relazione tra produttori e consumatori; così come nuove forme di governance modificano la direzione di relazione tra amministratori ed amministrati e tra le stesse community di cittadini. L’innovazione sociale ridefinisce gli assetti sociali e crea le condizioni per un nuovo approccio basato sulle capacità, sulla collaborazione, nuove regole per la formazione delle organizzazioni e un forte impiego di network.

4) Cosa ti piace di Ravenna Future Lessons?
Le persone, le reti, le relazioni, i contenuti di qualità, la grande energia che si sprigiona da queste connessioni

5) Descrivi in tre parole chiave di cosa parlerai il 25 ottobre
#makers #innovazione #neweconomy