Una special lesson serale: siamo sicuri di sapere cos’è davvero il design?

galimberti_schianchiAbbiamo chiesto a  Francesco Schianchi di anticiparci qualcosa di quello che accadrà durante la special lesson serale di  giovedì 22 ottobre che vedrà protagonisti lui e Luciano Galimberti in un “duetto” che si augura possa diventare “Jam Session” e coinvolgere il pubblico in una riflessione sul senso profondo del design, dal titolo “Design manifesto– La cultura del progetto al servizio dell’umanità.

Ecco alcune delle risposte che ci ha dato e che sono uno stimolo per costruire un fertile dibattito in una serata che si preannuncia molto ricca e che sarà anche occasione di networking per chi si iscrive.

Professor Schianchi, lei ha scritto un libro, Quando l’uomo inventò l’uomo, Il Cigno, GG Edizioni, in cui si parla della relazione tra uomo e design, ci vuole anticipare qualcosa di quello che ci racconterà durante la special lesson con Luciano Galimberti? 

Il mio libro Quando l’uomo inventò l’uomo è un testo, sull’origine del design/pensiero dell’uomo, ma anche un pre-testo, un’occasione per riflettere ad alta voce su dove è arrivato il design oggi e quali sfide ha davanti. Rispetto alle prospettive del design, Luciano Galimberti , dal suo osservatorio come Presidente Nazionale ADI (Associazione nazionale per il Disegno Industriale) è in grado di intervenire con competenza e con un respiro culturale e progettuale importante. Il fatto che in questo libro ci sia un Design Manifesto vuole rendere – per l’appunto – “evidente, manifesto” sia la profondità concettuale del design (essere design) sia la sua ,per me inevitabile, evoluzione in antropodesign, ossia in progetto che si occupa della vita delle persone (e non tanto degli oggetti, dei servizi): tutto ciò non solo è un insieme di argomenti di dialogo tra me e Galimberti,ma sicuramente è in grado di sollecitare un coinvolgimento dei partecipanti.

Design e tecnologia: che ruolo ha quest’ultima nella vita dell’uomo e in che rapporto è con il design?

La tecnologia dovrebbe accrescere le performance per raggiungere degli obiettivi, non dovrebbe diventare essa stessa “obiettivo”.  Il fatto che nel Manifesto io sostenga la “distanza” del design da un universo onnivoro di tecnologia sarà un altro aspetto su cui ci confronteremo durante la serata. É necessario affiancare alla tecnologia la cultura del progetto perché la tecnologia si occupa di performance, il design deve occuparsi della felicità.  Gli uomini hanno spesso fatto l’errore di credere che con la tecnologia riusciremo a risolvere tutti i nostri problemi trasformandola in un “mito”, mentre è semplicemente uno strumento per raggiungere degli obiettivi.

Design – Manifesto è un vero e proprio laboratorio di suggestioni e idee che si fonda sul fatto che il cambiamento in atto va a ridefinire tutte le chiavi interpretative con cui abbiamo letto e nominato pensieri e cose: in che modo possiamo “essere nel mondo” e vivere il contemporaneo senza subirlo?

Il design è davvero, solamente, una disciplina che ha a che fare con la produzione di oggetti o forse non ha più a che fare con il linguaggio del pensiero?

Queste alcune delle questioni aperte nelle quali sarà coinvolto il pubblico durante questa special lesson – completamente gratuita – a cui è possibile iscriversi su eventbrite.

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *