Tecnologia e capitale sociale per rinnovare la città: le Smart Cities

Le tecnologie sono indispensabili per la crescita del nostro Paese e il governo Monti pare essersene accorto fin da subito dando uno scossa allo stato di dormiveglia che da anni caratterizza l’Italia.

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, ma resta il fatto che a pochi mesi dal suo insediamento il nuovo governo ha già parlato di informatizzazione del sistema Italia, di agenda digitale e proprio pochi giorni fa il ministro Profumo è intervenuto anche sull’opportunità di trasformare le nostre città in Smart Cities.

Profumo ha individuato proprio nelle cosiddette città intelligenti il progetto strategico per migliorare da un lato la vita dei cittadini e dall’altro avviare processi di sviluppo economico.

“La piattaforma progettuale di Smart City – ha spiegato Profumo – è una collezione di problemi di scala urbana e metropolitana da affrontare e di idee per risolverli, un insieme di tecnologie, applicazioni, modelli di inclusione, regole di relazione tra sistema pubblico e privato, nuova strumentazione finanziaria, innovazione nella pubblica amministrazione, procedure di procurement, azioni di semplificazione e trasparenza, regolamentazione, su cui la pubblica amministrazione sappia formulare promesse credibili nel medio periodo”.

La creazione di città intelligenti sembra dunque lo strumento sul quale il governo ha deciso di puntare per far fronte ai problemi di rilevanza sociale stimolando la crescita e la competitività delle imprese e quindi dell’economia del Paese.

Diverse città italiane, tra cui Torino, Milano e Genova, hanno già avviato già da alcuni mesi processi per diventare città intelligenti aderendo al progetto “Smart Cities & Communities” dell’Unione Europea. Ora non ci resta dunque che aspettare speranzosi che i buoni propositi e le buone pratiche si espandano su tutto il territorio italiano.

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