“RFL aiuta i ragazzi a ritrovare speranza nel mondo del lavoro”

cerioliLa professoressa Ilaria Cerioli insegna letteratura italiana e storia all’Istituto Tecnico Commerciale “Ginanni” di Ravenna e partecipa, con i suoi studenti, a Ravenna Future Lessons sin dalla prima edizione. Le abbiamo chiesto cosa ne pensa dell’evoluzione di RFL e dell’importanza del festival per gli studenti.

Pensa che RFL sia un’opportunità importante per i vostri studenti?

Sin dal primo anno sono rimasta molto colpita dai temi trattati durante le conferenze di Ravenna Future Lessons.

Li ho trovati particolarmente adatti ai ragazzi dell’ultimo anno che studiano sistemi informatici e ho pensato che le lessons fossero un’ottima occasione per conoscere le nuove professioni nel campo della tecnologia. Negli anni successivi, quando abbiamo introdotto l’indirizzo di studi sul turismo a scuola, abbiamo coinvolto sempre più classi.

In un momento di crisi come questo, per i ragazzi è molto importante ritrovare speranza nel futuro: per questo i nostri studenti si sono sentiti coinvolti dalle conferenze di RFL. Vedere relatori, poco più grandi di loro, presentare idee innovative, porta i ragazzi a credere in loro stessi e svecchia l’idea che hanno della scuola. Come scuola la nostra “innovazione” consiste anche in questo: occuparci di cultura da più punti di vista. Il successo di RFL si vede anche nell’entusiasmo con cui i nostri studenti hanno poi partecipato indipendentemente a eventi simili, da Agenda Digitale al FabLab di Cesena. Molti ragazzi hanno preso contatti con i relatori e molti altri si sono iscritti a ingegneria informatica, guidati dall’esperienza delle lezioni dello scorso anno.

Che significato ha il tema Change & Choose per i giovani studenti?

Ogni anno a scuola scegliamo un tema da approfondire e analizzare durante l’anno scolastico. Quest’anno abbiamo iniziato il progetto “Limite e Confine” proprio perché pensiamo che per i nostri ragazzi sia fondamentale affrontare il tema del cambiamento, inteso come crescita e come sfida a superare i propri limiti.

Molti degli studenti che si preparano per la maturità devono anche prendere decisioni importanti, come la scelta di una professione o di un indirizzo universitario. Per quanto riguarda il choose, penso che la scuola sia limitata nell’aiutare gli studenti. Molto spesso la scuola non conosce le nuove professioni e le nuove intelligenze, e questo porta a una chiusura mentale davanti alla scelta universitaria, mentre invece dovremmo essere più aperti e creativi. Oggi esistono corsi di laurea che non erano neanche immaginabili quando ho fatto io le superiori, e da questi diversi indirizzi si possono cogliere molte opportunità. Bisogna però imparare a conoscerle.

Le statistiche e i numeri della disoccupazione sembrano dirci che l’Italia non è un paese per giovani. Lei è d’accordo? Secondo lei quali opportunità hanno i giovani che non riusciamo a cogliere?

Esistono due Italie: una, al nord, dove c’è più attenzione a questi temi e dove i ragazzi sono aiutati e guidati. Poi c’è un Italia più a sud, dove si fa maggior fatica a trovare lavoro e quindi si assiste a un fenomeno di migrazione massivo verso il nord e verso l’estero. Nei giovani l’idea di Europa è molto più radicata che nelle persone della mia generazione. I ragazzi non si sentono solo italiani, ma cittadini del mondo. Per questo cercano all’estero le opportunità che non trovano in Italia. Ho visto spesso persone specializzate trovare lavoro all’estero e non in Italia. Una delle ragioni di questo fenomeno è certamente la struttura del nostro sistema imprenditoriale che raramente investe nella sperimentazione di nuove idee, nell’innovazione e nei giovani.

È anche vero che sono in corso molti cambiamenti. I ragazzi sanno che devono investire in loro stessi e un’esperienza al di fuori dalla propria città di origine è ormai indispensabile. Nel mercato del lavoro non contano solo le competenze teoriche ma anche e soprattutto la capacità di affrontare nuove sfide e il sapere mettersi in gioco. In assenza di queste capacità non c’è crescita. Da questo punto di vista la scuola può offrire diverse opportunità: viaggi di istruzione all’estero, insegnamento delle lingue e tirocini. Quest’estate il Ginanni è stato una delle quattro scuole che, grazie al programma Erasmus Plus (reso possibile dalla partecipazione di vari enti), è riuscito a mandare 60 ragazzi a svolgere dei tirocini in Francia, Germania e Inghilterra. E nei prossimi anni speriamo di arrivare fino agli Stati Uniti.

 

Per l’edizione di RFL di quest’anno quanti studenti porterete?

Più di 150, distribuiti nelle due giornate. E per loro ci sarà molto da imparare.

Ravenna Future Lessons è un’occasione di apprendimento e confronto per studenti e professionisti: le parole della Professoressa Cerioli ci convincono, una volta ancora, che il tema che affronteremo tra pochi giorni rappresenti una vera sfida per tutti ma anche un invito per i giovani a non temere il cambiamento ma agirlo attivamente.

Le iscrizioni sono aperte: come sempre, RFL è a ingresso gratuito.

 

 

 

 

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