Quintarelli: i giovani devono imparare ad andare oltre lo stigma del fallimento, e provarci

Stefano Quintarelli, Presidente del Comitato di Indirizzo dell’Agenzia per l’Italia digitale dal luglio 2014 uno dei pionieri italiani di internet, doveva raccontarci il suo “Change&Choose” la prima mattinata di Ravenna Future Lessons, giovedì 22 ottobre, nel panel “Cultura digitale e creatività”. Putroppo è stato bloccato da un impegno istituzionale importate e non è potuto essere presente ma ha condiviso con noi una lunga intervista guidata da Beppe Giaccardi.

Stefano QuintarelliQuintarelli ci ha raccontato “Come si diventa Stefano Quintarelli” partendo da quello strano episodio che gli ha davvero cambiato la vita.
Doveva andare a iscriversi a un’esame all’Università, era inverno e le vie di collegamento erano bloccate a causa di un’abbondantissima nevicata. Stefano, dopo ore di viaggio, arriva alla segreteria della sua facoltà ma la trova chiusa e non riesce a entrare nella lista per poter sostenere l’esame a quell’appello. All’epoca l’iscrizione agli esami doveva essere fatta “manualmente”, per cui tutti gli studenti dovevano per forza raggiugnere l’Università. A causa di questo episodio Stefano si mette a pensare “perché non sviluppare un sistema per iscriversi agli esami da remoto?”.
Racconta l’accaduto al suo professore aggiungendo la sua idea per rendere molto più veloce e facile l’iscrizione, il professore gli dice semplicemente “prova!”.
Di li a poco Strefano mette su un team con altri ragazzi esperti di informatica, sviluppano il sistema e parte una grande avventura. È il 1989 e ancora studente, ha fondato MI.NE.R.S. (Milano Network Researchers and Students), la prima associazione telematica studentesca italiana che ha realizzato la prima rete indipendente di posta elettronica in Italia e il primo sistema telematico per l’iscrizione ad esami universitari.

La carriera di Stefano Quintarelli è stata lunga, impegnativa e piena di cambiamenti. Si è occupato di impresa, tanto da poter essere definito un “imprenditore seriale” e business angel e, negli ultimi anni, anche di politica. Il 10 luglio 2014 è stato nominato Presidente del Comitato di Indirizzo dell’Agenzia per l’Italia digitale dal Consiglio dei Ministri.

“Quando ci si guarda indietro nella propria vita, sembra che il percorso sia stato tutto lineare, semplice. Ma non è stato così: ci siamo posti dei dubbi, abbiamo valutato alternative, abbiamo imboccato strade che poi abbiamo abbandonato, abbiamo seguito nuove vie. La nostra vita è un insieme di scelte e cambiamenti continui.”

E ai giovani d’oggi, preoccupati, incerti, insicuri, non sanno che strade seguire e hanno paura di mettersi a fare per il rischio di delusioni e di fallimenti; cosa consiglieresti?

“I ragazzi di oggi devono credere di potercela fare, credere di più nelle loro capacità e nelle loro inclinazioni. Non devono spaventarsi, non devono nascondersi dietro alle classiche giustificazioni. Certo, negli USA è più semplice trovare il capitale con cui iniziare a fare impresa ma è anche più facila facile fallire. In Italia la burocrazia rallenta le cose, sì, ma non è detto che in altri Paesi i problemi burocratici non ci siano. Bisogna prima di tutto imparare ad andare oltre lo stigma del fallimento, se una cosa non funziona ci si rialza e si continua a camminare, non ci si deve far prendere dallo sconforto”.

Ecco l’intervista completa

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