Change&Choose: dal CERN a Cagliari, Pietro Zanarini racconta il suo cambiamento

La rappresentazione delle scelte nella vita di una persona assomiglia di più ad un grafo con molteplici connessioni che ad un albero binario.
Ho scelto di rifiutare il contratto permanente al CERN di Ginevra per catapultarmi in Sardegna e contribuire alla nascita e allo sviluppo del centro di ricerca CRS4

Pietro Zanarini

 

Pietro Zanarini vive a Bologna, o forse sarebbe più gisto dire che vive su un aereo tra Bologna e Cagliari, è uno scienziato che ha sempre avuto una potente visione sul futuro, un vero e proprio “pioniere” della Rete: dopo la laurea in Fisica, nel 1982, parte per il CERN di Ginevra dove vede nascere il web e nel 1990 approda in Sardegna a CRS4, il centro di ricerca italiano fondato dal Premio Nobel Carlo Rubbia che ha fatto da apripista al Web.  É di quegli anni la messa online, grazie al lavoro di Zanarini, del primo quotidiano digitale in Europa: “l’Unione Sarda”.

 

Perché il web è nato al CERN di Ginevra? Perché il primo sito web italiano è nato al CRS4 di Cagliari? Cosa insegna tutto ciò a chi oggi ha 20 anni?

Pietro Zanarini, oltre a essere il coordinatore scientifico del panel IOT, interverrà nella mattinata di giovedì 22 ottobre

Quando tutto cambia in modo continuo e ti sembra di non reggere il passo, ascoltare la storia di un gruppo di fisici allora sconosciuti che tanto hanno cambiato le nostre vite con il web aiuta a capire il futuro che abbiamo davanti e come affrontarlo: Change & Choose appunto, cioè  cambiare e scegliere per crescere. Talento individuale, spirito di gruppo e d’intrapresa non sono  mai in antitesi ma costituiscono l’indispensabile connessione di fattori umani fondamentali individuali e collettivi. Senza tutto questo, il web non sarebbe mai diventato la tecnologia e il linguaggio comune di oltre 3 miliardi di persone nè il più grande non-luogo libero di  infiniti processi umani uno-a-molti e molti-a-molti.

Il tema di questa sesta edizione di Ravenna Future Lessons è “Change & Choose – Educazione per lo sviluppo”: ci racconti uno dei più grandi cambiamenti o una scelta particolarmente importante che hai dovuto affrontare nella tua vita? E come è andata?

In realtà non ricordo di essermi mai trovato davanti ad una specifica situazione alla “sliding doors”, in cui decidere se prendere o non prendere (piuttosto che perdere) un determinato “treno” nella consapevolezza che da quella scelta sarebbe cambiata drasticamente la mia vita. A mio parere la rappresentazione delle scelte nella vita di una persona assomiglia di più ad un grafo con molteplici connessioni che ad un albero binario. Comunque tra le scelte in ambito professionale che immagino abbiano poi avuto un impatto importante potrei ricordare la scelta di iscrivermi a Fisica all’Università di Bologna, privilegiando tuttavia lo studio dell’informatica piuttosto che della fisica stessa, la scelta di una tesi di laurea molto ambiziosa e dall’esito per nulla certo, la scelta di assorbire quanto più possibile durante i quasi dieci anni di lavoro al CERN, di rifiutare poi il contratto permanente a Ginevra per catapultarmi in Sardegna e contribuire alla nascita e sviluppo del centro di ricerca CRS4, la scelta di essere ancora lì dopo 25 anni (su quest’ultimo punto ci possono essere opinioni differenti…)

Nella società del cambiamento continuo in cui siamo immersi quale consiglio ti senti di dare ai giovani che per affrontare questo continuo “Change & Choose”?

Di restare sempre curiosi, come da bambini alla scoperta del mondo, di avere un atteggiamento aperto e favorevole alla serendipità, quando scoperte importanti avvengono mentre si stava ricercando altro, di interagire con persone interessanti, di mirare a un lavoro appagante, che li appassioni.

Di cosa tratterà il panel che coordinerai RFL? Chi sono e di cosa ci parleranno gli ospiti che saranno presenti?

Il panel è dedicato alla cosiddetta “Internet of Things”. Dopo le prime applicazioni, risalenti ormai a decenni fa, di uso di Internet per collegare tra loro computer e in cui le persone più che altro si scambiavano delle mail, è seguita la nascita del Web con i siti al centro, poi le reti sociali con le persone al centro. Ora si aggiunge un’ulteriore dimensione in cui computer, siti web, persone, sono in un’unica rete globale (alla base comunque c’è sempre Internet) assieme alle “cose”: smartphone, automobili, sensori vari, oggetti di uso quotidiano, praticamente qualunque oggetto del mondo reale è già (o sarà a breve) collegato in rete. Si può pensare al tutto come una sorta di cervello mondiale in cui i neuroni sono le persone, i computer, gli oggetti, e le sinapsi sono i vari collegamenti in rete tra loro. Questo effetto di rendere intelligenti (smart) le cose che prima erano solo oggetti, apre anche un nuovo paradigma di economia dei servizi, la “servification” che sposta la proposta di valore dall’oggetto fisico al servizio online.

I quattro relatori presenti nel seminario-laboratorio “Internet of things (IoT), Internet delle cose” di giovedì pomeriggio sono:

  • Antonio Pintus, ricercatore del CRS4 e co-fondatore e CTO della startup in ambito IoT Paraimpu che traccerà un quadro generale di questo dominio;
  • Antonio Solinas, head of research for innovation di Abinsula e co-fondatore di Greenshare che si concentrerà sugli aspetti social dell’IoT;
  • Marcello Cualbu, maker e docente in digital media production all’Istituto Europeo di Design che mostrerà con esempi concreti le potenzialità dell’IoT nel mondo dei maker e del design italiano e
  • Luigi Angotzi, giurista e fondatore di Bitcoin Sardegna e co-fondatore di AssoBIT che parlerà dell’importanza della tecnologia blockchain per lo sviluppo dell’IoT.

Infine se vi state chiedendo perché provengano tutti e quattro dalla Sardegna, la risposta non è del tutto banale e l’avrete giovedì pomeriggio… :)

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